La società multietnica è…. razzista

Rivoluzione Italia ha aggiunto un nuovo video.

NERO MASSACRA DONNA PER STRADA, NESSUNO INTERVIENE – VIDEO CHOC
MAGGIO 13, 2016

PHILADELPHIA – Il nero massacra di botte la propria donna. Gli altri guardano, perché nella società multirazziale, ognuno si fa i fatti propri. Non ci sono legami. Ma atomi impazziti.

La società multietnica è il regno dell’entropia e dell’indifferenza. E’ per questo che chi comanda vuole trasformare la civiltà europea, nata dall’omogeneità delle nazioni, in una poltiglia indifferenziata.

Che la “diversità” è una debolezza e non una forza, lo ammetterà chiunque non sia un fan sfegatato del sadomasochismo.
Questo, oltre ad essere “vero” intuitivamente, è anche stato provato a livello scientifico.

Lo studio condotto dal Findlandese Tatu Vanhanen:

http://jpr.sagepub.com/content/36/1/55.abstract
http://www.amazon.com/gp/product/0762305835

Ha dimostrato come, più una società è etnicamente diversa, più questa società è violenta.

Lo studioso ha analizzato tutti i paesi del mondo e ha comparato la loro frammentazione etnica con il loro livello di violenza e instabilità, trovando tra le due una correlazione “positiva”.

Ma questi non sono gli unici danni che porta la società multietnica. Un altro scienziato, Robert Putnam – http://www.theamericanconservative.com/arti…/…/jan/15/00007/ -, ha dimostrato come, più una comunità è “diversa” dal punto di vista culturale e razziale, più questa diviene non cooperativa ed emotivamente frammentata.

E’ evidente che i due studi sono complementari: l’arrivo di immigrati frammenta la società e la rende meno “solidale” e “cooperativa”, spezzandola lungo faglie etniche. Questa frammentazione conduce alla violenza.

Non è infatti naturale, “immolarsi” per chi non ha con noi alcun legame. E’ naturale invece, preservare la propria identità e chiunque con noi la condivida.
E’ una semplice legge evolutiva. Perché dovrei “favorire” un Africano piuttosto che un Amerindo rispetto ad un mio consanguineo?

http://en.wikipedia.org/wiki/Inclusive_fitness…
http://www.amazon.com/Narrow-Roads-Gene-Land-C…/…/0716745305

Dal punto di vista evolutivo, morire in battaglia per Sparta aveva un senso biologico, perché coloro che sopravvivevano portavano avanti la discendenza biologica di cui anche “tu” morto, facevi parte. Ma morire in guerra per il Grande Re persiano non aveva senso, biologicamente parlando.

Oggi, stiamo creando una società nella quale, non solo, sarà orribile vivere, ma anche, per la quale non varrà la pena morire.

Fonte: Voxnews

I nuovi schiavi

Oggi la cameriera di mio padre, ucraina, ho sentito che diceva parlando con mia moglie, che lei comprava più di quanto avesse realmente bisogno e di quanto gli permettesse il suo livello economico. Questo episodio mi ha fatto riflettere. Perchè questo impulso insano? che non esisteva fino a qualche decennio fa, e soprattutto anche in classi sociali meno abbienti  non facevano e non hanno e non avrebbero mai fatto nel loro paese e comunità. E allora l’unica conclusione è che questa società del consumismo è la conseguenza di una comunità che non c’è più. La mancanza di relazioni naturali, autentiche lascia un vuoto interiore che deve essere colmato da qualcosa, da qualunque cosa. Non può restare vuoto, è una legge di natura. E oggi può essere colmato dall’acquisto fine a se stesso. Oltre che dal consumo di droghe, alcool, o altri tipi di dipendenze quali giochi, scommesse, sesso, cibo, internet, ecc.

Oggi si spende per spendere, mentre una volta si spendeva per utilità o per divertirsi, che è la maggiore utilità per l’anima perchè erano divertimenti veri, autentici, che riempivano e nutrivano l’uomo di gioia, calore, affetto.

Questo sistema, inoltre, può esistere e mantenersi solo sullo sfruttamento del lavoro di altre persone  che non potranno usufruire non solo di quei “benefici”extra, ma neanche dei normali frutti del loro lavoro. Persone che sono costrette a cedere parte del loro tempo e sacrificarlo per coloro che sono dediti a questo stile di vita occidentale consumistico. Infatti senza il loro sacrificio non potrebbe esistere questo surplus di disponibilità economica a beneficio di altri. Cioè queste persone sacrificano il tempo che dovrebbero dedicare alla propria famiglia, a se stessi, alla spiritualità , agli amici, al benessere, e a contemplare il creato e anche a cercare di capire cosa vogliono dalla vita, qual è la loro missione sulla terra e la loro realizzazione. Ovviamente se loro avessero il tempo per pensare e capire in quale ingranaggio sono finiti si ribellerebbero, e questo il sistema non lo vuole. Ma, se questo sembra ed è percepibile, lo è ancor meno capire che in realtà in questo ingranaggio ci sono anche gli altri, quelli che spendono in modo impulsivo e compulsivo, cioè non libero. Anch’essi insomma fanno parte degli schiavi, anche se più privilegiati. Anch’essi sono nella ruota del criceto e sono funzionali al sistema. Sono tutti, la maggior parte,  schiavi moderni. Sono più numerosi che nell’antichità e per certi versi in una condizione più grave perchè non ne sono consapevoli, quindi non possono neanche cercare di liberarsi.

Credo però che tutto ciò non durerà a lungo perchè non è più sostenibile dal pianeta che andrà al collasso. Già lo è, ma evidentemente il limite non è stato ancora superato. E verrà superato perchè il surplus che viene  prodotto per essere consumato inutilmente non può essere smaltito convenientemente perchè non c’è chi lo “consuma”, cioè è inutile al sistema, anzi non è funzionale, è disfunzionale.

Allora la soluzione è solo un ritorno ad un’organizzazione antica della comunità che faceva sentire l’individuo parte della comunità e del “tutto”, cioè del creato, del divino, e quindi non si sentiva separato e spaventato. L’uomo si sentiva protetto, accolto e accettato anche nei suoi difetti. Così si sentiva libero di permettersi di esprimere la sua anima, cioè realizzarsi ed essere creativo e nello stesso tempo coltivare e rivolgersi alla spiritualità. Una società come quella di oggi lascia un vuoto che non può essere soddsfatto con nulla, e che spinge all’acquisto compulsivo nell’illusione di colmare temporaneamente questo vuoto. Per poi ricominciare. Essa non è in grado di offrire una soluzione: non vuole farlo chi l’ha ideata, e non è in grado di trovarla chi la subisce. Non si può frenare quest’impulso se non colmando il vuoto, in quanto è generato dal vuoto, che potrà essere colmato solo con ciò che è vero e non falso. Ogni altra soluzione è un’illusione, è ulteriore vacuità.

Extracomunitari

Ho scritto questo articolo qualche anno fa, nel frattempo molte più persone si sono accorte di questo grande inganno del “sistema” ed alcune nazioni stanno prendendo dei provvedimenti. Voglio aggiungere e premettere che i nostri nemici non sono gli extracomunitari, anzi anche loro sono vittime come noi, ma in ogni caso loro sono uno degli strumenti che il “sistema” usa per distruggere e sottomettere i popoli.

Il problema di convivenza con gli extracomunitari è in aumento e aumenterà sempre più perché in Italia non viene  affrontato da nessun governo, non deve proprio essere affrontato perché troppo scottante; chi lo affronta rischia realmente di bruciarsi i voti degli elettori, è troppo pericoloso mettersi da una parte o dall’altra perché qualunque soluzione e decisione sarà impopolare. Non sanno come risolverlo, non sanno che pesci prendere, e allora meglio non affrontarlo proprio e fingere di assecondare entrambi gli schieramenti: “razzisti” e “antirazzisti”. Gli antirazzisti vengono assecondati con il “tutti dentro”, i razzisti con il “però non facciamo nulla per favorirli, per integrarli”. E così sono tutti contenti, tranne l’Italia che subirà e subisce danni enormi. E prima o poi si arriverà alla guerra civile come in Iugoslavia.

Ci illudono che ne abbiamo bisogno e che tutti potremo permetterci la badante, anche i più poveri. Ma un rapporto affettivo prezzolato non potrà mai esprimersi realmente, non potrà funzionare. L’affetto è il risultato di anni o secoli di una storia comune, di abitudini e consuetudini condivise, di una lingua o dialetto comune e soprattutto di una convivenza in una comunità strutturata come lo erano i paesi di una volta. Un accudimento, soprattutto di una persona anziana, deve essere fatto con quell’affetto che viene da un rapporto di parentela (figlio/genitore o nipote/nonno) o comunque da un forte legame emotivo che pertanto non potrà essere svolto e pattuito tramite un contratto economico, l’affetto non si può comprare. Le rughe si possono amare ed accettare solo se rappresentano il ricordo di una persona cara che ci ha dato affetto e che adesso ci offre il conforto della sua saggezza e della sua esperienza.

Li vedi che camminano insieme, magari mano nella mano,ma sono due mondi diversi, ognuno pensa a sé, ai suoi bisogni e al suo passato che è profondamente diverso, non solo per la lingua ma soprattutto per tradizioni, abitudini, ricordi.

E i risultati li stiamo vedendo dagli ultimi episodi di cronaca dove sempre più spesso vengono scoperte badanti che picchiano i nostri anziani. E presumo che quello che si scopre è solo la punta dell’iceberg.

D’altronde non è possibile aspettarsi diversamente. E simili comportamenti sono anche giustificabili e  ampiamente prevedibili: non si possono pretendere gesti che solo l’affetto può far fare e nessuna moneta al mondo, e inoltre aspettarselo da persone che vengono trattate come schiavi. E poi ci compiaciamo pure se “il nonnetto” tocca il culo della giovane badante: cosa penseremmo se , caduti in  disgrazia, questa sorte toccasse alle nostre mogli, sorelle o figlie?.

Gli extracomunitari utilizzati in agricoltura percepiscono una paga di 10-15 euro, a nero, dopo una giornata intera di lavoro. Vivono in baracche dove non viene rispettato alcun canone igienico (acqua, pentolame, ecc) oppure vivono in 10 persone in una camera. Come ci si può aspettare civiltà da persone che vivono peggio delle bestie?!!! Persone che lasciano la propria terra, le proprie tradizioni, i propri affetti per un futuro migliore che si rivelerà solo un’illusione, e intanto hanno perso soldi, tempo e  anche la possibilità di ritornare nella loro terra, se non in condizioni addirittura peggiori di prima, ora che si sono accorti che comunque sarebbe stato meglio restare dove sono nati.

Le loro condizioni originarie erano senz’altro migliori di queste, e non peggiori come si pensa comunemente (“altrimenti perché verrebbero  qua”); vengono qua per l’illusione e la speranza di migliorare la loro situazione. Speranza che solo per pochissimi si concretizza, per gli altri si trasforma in un incubo senza possibilità di risveglio.

 

Aumenteranno i conflitti etnici così come la violenza sulle donne, sugli animali, ecc e proprio quanto più c’è condanna morale  e forti dibattiti: in Italia ci sono solo chiacchiere e antagonismi ideologici mentre “loro” (i governi) ci beffano. L’Italia è l’unico paese dove i problemi non si risolvono mai ma dove è più alta la conflittualità verbale e di opinione.

Ma ultimamente sta sorgendo in me una nuova consapevolezza che forse è solo una provocazione, per me stesso e per gli altri,  che sta permettendo alla mia rabbia,  sconforto e rassegnazione di lasciare il passo ad un altro sentimento e convinzione, la speranza che proprio gli extracomunitari, gli stranieri sapranno e vorranno salvarci. Gli stranieri hanno una mentalità più aperta e meno provinciale della nostra e soprattutto meno ideologizzata, cioè affrontano i problemi per quello che sono, per risolverli senza pregiudizi. Proprio gli stranieri infatti, sorprendentemente, sono quelli che affermano di volere una regolamentazione più severa in merito agli ingressi e alla permanenza, e non hanno il timore di  dirlo. Gli stranieri sapranno proteggere l’Italia come non sappiamo fare noi, noi italiani siamo buoni con tutti tranne con gli italiani, con noi stessi ; l nostro difetto non è mai stato l’essere razzisti ma al contrario l’esterofilia, siamo il popolo più fesso al mondo e quindi ci meritiamo di essere conquistati da altri popoli, è sempre stato così e sempre lo sarà a meno che finalmente questa volta non saremmo conquistati in via pacifica, definitiva e in massa da stranieri che sentendosi in questo caso italiani, sappiano difendere quello che era definito da tutti il bel paese. Sempre che si faccia in tempo prima che venga  distrutto del tutto irrimediabilmente. Ma ripeto è solo una provocazione, io spero ancora negli italiani che amano l’Italia.

Gesù disse di amare il proprio “prossimo”, cioè la persona più vicina a noi, non il più lontano, perché è facile amare e fare beneficenza ad una persona che non conosciamo, che vive a migliaia di chilometri da noi, che non  ci giudica e verso cui non possiamo provare invidia, gelosia, ecc; molto più difficile amare  il vicino di casa o addirittura un familiare che vediamo ogni giorno e con cui dobbiamo confrontare ogni giorno le nostre debolezze, il nostro ego e con cui quindi abbiamo continui conflitti. Con uno che vive a migliaia di chilometri che conflitto ci può essere?!, e così con pochi euro al mese per il sostegno di un bambino africano crediamo di esserci garantiti il paradiso. In realtà stiamo solo assecondando il nostro ego e la nostra emotività. Ogni forma di elemosina è sbagliata sia perché non abbiamo risolto il proble ma anzi lo stiamo cronicizzando, sia perchè i soldi o qualsiasi altro tipo di aiuto passa prima per il governo o comunque attraverso chi detiene il potere. Che speranze ci sono che chi ha il potere possa distribuire quegli aiuti al popolo che lui stesso ha affamato? Nulla, solo una piccolissima percentuale andrà al popolo, e  solo per dare fumo negli occhi, solo immagini televisive. In questo modo “loro” aumenteranno ancora di più il potere di affamare la popolazione, i poveri, i deboli e quindi il divario aumenterà ancora di più. I poveri saranno ancora più poveri, i ricchi più ricchi e potenti. Se ciascuno aiutasse il prossimo non esisterebbero i poveri e i problemi.

Ovviamente è un problema politico la cui soluzione va affrontata a parte.